Osservatorio Citabilità AI · Edizione 1 · Luglio 2026
Quando un paziente chiede a ChatGPT, Perplexity o Claude «qual è il miglior dentista nella mia città», quanti studi italiani vengono davvero nominati? Lo abbiamo misurato su 197 studi in 10 città.
I numeri in sintesi
Su 197 studi dentistici analizzati in 10 città italiane, il 58% viene citato da almeno un assistente di intelligenza artificiale. Solo il 16% è citato da tutti e tre i principali assistenti. Il 42% è invisibile a tutti.
Il campione è formato dagli studi più recensiti di ogni città: se non vengono citati loro, la coda lunga del mercato lo è ancora meno. I tassi qui sopra vanno letti come una stima ottimistica.
Sono i risultati della prima edizione dell’Osservatorio Citabilità AI di Incisor: la misurazione ricorrente di quanto gli studi dentistici italiani compaiono nelle risposte degli assistenti di intelligenza artificiale a cui i pazienti chiedono consiglio. Il campione copre dieci città, dalle metropoli ai capoluoghi medi e piccoli, con gli studi più recensiti di ciascuna — fino a venti per città; abbiamo interrogato tre assistenti con le stesse domande, tre volte per ogni domanda, contando come citato solo chi raggiunge la maggioranza delle rilevazioni.
Nella stessa città, i tre assistenti consigliano studi diversi
Il dato più significativo della prima edizione è il disaccordo. Chiedendo a ChatGPT, Perplexity e Claude di consigliare un dentista nella stessa città, con le stesse identiche domande, le risposte si sovrappongono poco: la concordanza tra le liste di due assistenti resta tra il 39% e il 48%, e solo uno studio su sei compare su tutti e tre.
La spiegazione sta nelle fonti:
- ChatGPT e Perplexity si appoggiano soprattutto a portali, directory e siti di recensioni: quasi metà delle loro fonti (49% e 48%) appartiene a questa categoria.
- Claude fa il contrario: il 72% delle sue fonti è costituito dai siti degli studi.
Essere visibili su un assistente AI non garantisce di esserlo sugli altri: la presenza va costruita e misurata su tutti e tre.
Che cosa distingue gli studi citati da quelli invisibili
Incrociando la citabilità con l’analisi tecnica dei 176 siti raggiungibili, un fattore domina su tutti gli altri.
Il sito proprio è il divario più ampio: 63% contro 15%
Gli studi con un sito web proprio vengono citati nel 63% dei casi. Quelli che si affidano solo alla scheda Google, alle directory o ai social si fermano al 15%: 48 punti percentuali di differenza, la più ampia rilevata in tutto lo studio. Il dato sulle fonti la spiega: tutti e tre gli assistenti costruiscono le risposte leggendo anche i siti degli studi — dal 40% delle fonti di ChatGPT e Perplexity al 72% di Claude. Chi non ha un sito consegna la propria reputazione digitale a fonti che non controlla.
Le recensioni accompagnano la citabilità; il blog da solo no
Il peso delle recensioni si vede nei quartili: dal quartile più basso al più alto per numero di recensioni, la citabilità passa dal 51% al 67%, con lo scalino tra la metà bassa e la metà alta del campione. Sul fronte contenuti il quadro è diverso: poco più di metà dei siti ha una sezione blog, ma solo il 20% risulta averla aggiornata negli ultimi dodici mesi — e la sola presenza di un blog non fa differenza sulla citabilità. Conta ciò che le pagine dicono: la domanda sui costi, per esempio, fa emergere quasi soltanto studi che pubblicano prezzi o listini indicativi.
Per chi pubblica pagine che rispondono a domande concrete — costi, procedure, differenze tra trattamenti — lo spazio oggi è quasi vuoto: quel patrimonio lavora da subito e si accumula nel tempo, e chi parte più tardi deve metterlo insieme da zero, con più concorrenza intorno.
Le scorciatoie tecniche, da sole, non spostano il dato
Una parte del mercato propone scorciatoie per «farsi vedere dalle AI». I nostri dati non le supportano. Il file llms.txt, spesso presentato come requisito per farsi leggere dagli assistenti, è presente su circa un sito su cinque e non mostra alcuna correlazione positiva con la citabilità: nella maggior parte dei casi è generato automaticamente dai plugin, senza alcuna scelta consapevole dietro. I dati strutturati vanno invece distinti: il 78% dei siti ne espone, ma quasi sempre in forma generica installata in automatico, e quella non mostra vantaggi apprezzabili; solo il 18% dichiara alle macchine di essere uno studio dentistico, e quel gruppo si accompagna a un tasso di citazione più alto di 18 punti. La citabilità, oggi, si accompagna ai fondamentali: un sito proprio, un patrimonio di recensioni, pagine che rispondono a domande concrete.
Tutti aperti all’AI, quasi nessuno pronto
Un dato fotografa il momento del settore meglio di ogni altro: il 100% dei siti analizzati è tecnicamente accessibile ai sistemi di intelligenza artificiale — nessuno li blocca. Ma quasi nessuno lavora perché quei sistemi lo leggano bene: dati strutturati generici, contenuti fermi, informazioni chiave (sede, servizi, orari, prezzi indicativi) assenti proprio dove gli assistenti le cercano. Il problema non è l’accesso tecnico, che c’è ovunque: è cosa gli assistenti trovano una volta entrati.
Come si costruisce, in pratica, la presenza sugli assistenti AI? Il percorso che seguiamo — misura iniziale, lavoro su fonti e contenuti citabili, ri-misura — è descritto nella pagina dedicata all’AI Visibility per studi dentistici.
Il tuo studio è citato dagli assistenti AI?
L’Osservatorio pubblica solo dati aggregati e non fa classifiche con i nomi. La verifica sul singolo studio però possiamo farla: con la stessa metodologia dell’Osservatorio, misuriamo se e come il tuo studio compare nelle risposte di ChatGPT, Perplexity e Claude.
Domande frequenti
- Che cosa significa «essere citati» da un assistente AI?
- Significa che, alla domanda di un utente su quale dentista scegliere in una città, l’assistente nomina esplicitamente lo studio nella sua risposta. L’Osservatorio considera citato uno studio quando compare nella maggioranza delle rilevazioni ripetute per la stessa domanda.
- Quali assistenti AI sono stati misurati?
- ChatGPT, Perplexity e Claude, in versioni fissate per l’intera rilevazione e con ricerca web attiva. Sono i tre assistenti che rispondono citando nomi di studi e dichiarando le fonti consultate: è ciò che rende la misura verificabile e ripetibile.
- Perché il mio studio non compare nelle risposte AI?
- Le cause più frequenti osservate nello studio: assenza di un sito proprio (o sito non leggibile dagli assistenti), poche recensioni rispetto ai concorrenti locali, pagine che non rispondono alle domande concrete dei pazienti (costi, procedure, sedi e orari). Raramente è una sola causa: nei dati, gli studi invisibili ne combinano più d’una.
- Comprare un «servizio di ottimizzazione AI» risolve?
- Dipende da cosa contiene. I dati della prima edizione mostrano che le scorciatoie puramente tecniche non correlano con la citabilità, mentre i fondamentali mostrano le differenze più ampie. Conviene diffidare di chi promette visibilità AI senza toccarli.
- Ogni quanto viene aggiornato l’Osservatorio?
- La rilevazione è semestrale: la seconda edizione è prevista per gennaio 2027 e misurerà, oltre alla fotografia aggiornata, il trend rispetto a questa prima edizione.
Nota metodologica
Campione: 197 studi dentistici in 10 città italiane (Torino, Milano, Roma, Napoli, Bologna, Verona, Bari, Udine, Terni, Cosenza), selezionati come i 20 studi più recensiti per città da elenchi pubblici di attività locali alla data di congelamento (14 luglio 2026). In due delle città più piccole il criterio ha prodotto meno di 20 studi validi (Terni 19, Udine 18): lo dichiariamo anziché forzare il campione.
Rilevazione: 6 domande per città, formulate come le porrebbe un paziente, poste in modo identico a ChatGPT, Perplexity e Claude con ricerca web attiva; 3 rilevazioni per ogni domanda, con verdetto di maggioranza. Analisi tecnica dei siti condotta con lo stack proprietario Incisor.
Lettura dei dati: le differenze osservate tra segmenti sono descrittive — fotografano ciò che gli studi citati hanno in comune, non un rapporto di causa ed effetto.
Caveat: le risposte dei motori di intelligenza artificiale variano per natura: la misura è campionaria (3 rilevazioni per domanda, verdetto di maggioranza) e il dato affidabile è il trend tra le rilevazioni. La stessa domanda ripetuta in un momento diverso può dare una risposta diversa.
Trasparenza: Incisor vende servizi di visibilità sui motori di ricerca e AI al settore qui misurato: il conflitto di interesse è dichiarato apertamente. Per questo la metodologia è pubblica, le domande sono pubblicate testualmente nel report completo e i clienti Incisor sono esclusi dal campione. Il report integrale è consultabile qui.